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Pubblicato: 22 dicembre 2009 in Senza categoria
Parole che vanno e vengono in quantità: come pennellate di colore cariche aggrumano le preziose tenuità in cumuli di volgari croste, ovunque.

Forse sarebbe più bello tacere, in accordo coi nostri pensieri, che solo ad esprimerli in verbi e parole non sono più verità.

Ma so che sarebbe anche bello sceglierle bene; per farle aderire con più precisione all’anima con la sua musica.

Sento svanire il suono infinito, il timbro che unisce le vite alle cose del mondo: l’umano ululato strepita e tutto si fa disarmonico.

Quanto rumore e parole in libertà…

Quanto timore di ammutolire in sé…

L’umano fracasso contamina il fiato dell’universo.
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