Archivio per la categoria ‘Senza categoria’

Pubblicato: 6 agosto 2012 in Senza categoria

giramenti

Lo so, lo so… coi telefonisti dei call center bisogna essere gentili, è povera gente schiava di un lavoraccio sottopagato, ragazzi pieni di buona volontà e con una laurea in tasca costretti a fare le scimmie telefoniche… lo so, accidenti se lo so. Eppure, nonostante questa convinzione e il fatto che io ci metta tutta la mia più buona volontà, essere chiamati ogni santo giorno per vendite di qualunque genere sta diventando una tortura. Ecco perché ho deciso di ideare alcune strategie salvavita.

Come liberarsi del problema in maniera originale?

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Call me .

Pubblicato: 4 luglio 2012 in Senza categoria

Hai un amico, cresci con lui, ti abitui a lui anche quando non lo riconosci più…
Quelli che si amano spesso si dicono: “non cambiare mai”….COGLIONI!
“Non cambiare mai” è una maledizione…che NOI ci siamo meritati…
ognuno nel suo ruolo…Giorno dopo giorno…

Pubblicato: 22 giugno 2012 in Senza categoria

Pubblicato: 22 giugno 2012 in Senza categoria

La rivincita dei bloggers

Vai vai
tanto non è l’amore che va via
Vai vai
l’amore resta sveglio
anche se è tardi e piove
ma vai tu vai
rimangono candele e vino e lampi
sulla strada per Destino

lo so lo sai
immaginare come un cieco
e poi inciampare
in due parole

a che serve poi parlare
per spiegare e intanto, intanto noi
corriamo sopra un filo, una stagione,
un’inquietudine sottile.

E’ il momento di fare i conti con se stessi, di non lasciarsi trascinare dall’inquietudine sottile, di farsi portare dal tempo. E che ci importa se è un clichè, lui, il tempo, passa su tutto, non si ha neanche da chiedere.

E ci resta qualche ricordo, e ci restano le risate d’estate e il sole troppo forte in testa, e le risate da ubriachi, e le risate dei momenti in cui si gioca. Si gioca sempre, anche da grandi.

Da grandi, si gioca…

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oggi sono solo

Pubblicato: 27 agosto 2011 in Musica, Senza categoria

Oggi sono solo
E’ una domenica ma sembra lunedì
Dammi una ragione
Ho bisogno di un confronto per comprendere

Mi rimetto in gioco
Quel che sono ormai non mi rispecchia più
Nella confusione di un passato che affonda
Che affonda

Conta più un giorno come questo
Che un anno intero
A volte mi sento un perdente
Oggi sono solo

Sento il bivio di una scelta
Il destino mi trascina un pò più in là
Chiudo gli occhi e vedo
D’essere finalmente libero nella mia vita

Conta più un giorno come questo
Che un anno intero
Mi sento molto più coerente
Oggi sono Vero

[THE SUN]

Non mi piacciono gli addii

Pubblicato: 27 luglio 2011 in Senza categoria

…ho imparato a scantonarli; non esiste nulla di definitivo figuriamoci gli addii e i fazzoletti e le strizzate di mano…

[Pier Vittorio Tondelli]

Il mondo a piedi

Pubblicato: 24 giugno 2011 in Senza categoria

elogio ai piedi….

 

Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

Vasco Rossi 21/06/2010

Pubblicato: 23 marzo 2011 in Senza categoria

Prendere la vita sul serio sarebbe logico
se essa non fosse un inganno
E che sia un inganno lo si capisce subito
Niente è ciò che appare
Niente esiste veramente
al di fuori della nostra mente
Quello che vediamo
è quello che vogliamo vedere
Campi di forze, di energia, reazioni chimiche
Noi le vediamo come dei sorrisi
Dei complimenti, dei saluti
Potenti forze come la gravità
Per noi sono amore
Il caos degli elementi, i venti, gli uragani
Sono per noi i nostri turbamenti
Le nostre gioie i nostri dolori
Sono reazioni
di “infinitesime parti infinitamente piccole” (Spinoza)
che ci compongono
E che sono in continuo contatto con le ”infinitesime parti infinitamente piccole” del mondo che ci circonda..

Unità di sta bell’Italia

Pubblicato: 16 marzo 2011 in Senza categoria

150 anni dall\’Unità di sta bell\’Italia

…pensieri…parole

Pubblicato: 26 febbraio 2011 in Senza categoria

Basta. Basta.
È come uno schifoso guazzabuglio di pensieri che si scioglie. È una cascata di sintomi di delirio che gocciolano da tutte le parti. Basta, che miseria.
Ora bisogna abbandonarsi e dormire più che si può. Dormire?…
Si crede sempre che sia il fondo dello squallore quello che si è toccato. Chissà se esistono delle forze per andare più giù.
Delle strane forze, e la prossima volta scendere più in basso. C’è un momento in cui si è veramente soli. Quando si arriva in fondo a ciò che siamo di orrendo, di squallido. Ma in fondo, proprio in fondo in fondo.
Il dolore stesso non vi risponde più. Gli occhi sono asciutti perché lí c’è il deserto. Strano, non c’è neanche il dolore nella solitudine, quella vera. Gli occhi sono asciutti. E Allora bisogna risalire da quel fondo… piano piano bisogna ritornare tra gli uomini.
Non c’è niente da fare. Bisogna ritornare con gli uomini… anche per piangere.

foto

Pubblicato: 21 novembre 2010 in Senza categoria

http://cid-36108a99212d71bb.photos.live.com/albums.aspx

le mie fotoooo…

….

Pubblicato: 21 novembre 2010 in Senza categoria

…sveglia con un’ALBA CHIARA,in una DOMENICA LUNATICA,con un FEGATO SPAPPOLATO continua a VIVERE e vedere COSA SUCCEDE IN CITTÀ…chiede COME STAI?O QUANTI ANNI HAI?VA AL MASSIMO però OGNI VOLTA si trova solo come un GENERALE in uno STUPIDO HOTEL,pieno di SENSAZIONI FORTI ma SENZA PAROLE…scrive UNA CANZONE X TE,e cerca UN SENSO a tutto ciò che lo circonda poi sulla sua poltrona canta REWIND,aspetta GLI ANGELI e pensa a SALLY,a SILVIA e alla povera JENNY ormai pazza,però VA BENE,VA BENE COSI..tanto ci sarà TOFFEE che gli prepara un caffè…rimane dell’idea che siamo tutti LIBERI LIBERI,non c’è differenza tra BUONI O CATTIVI anche se C’è CHI DICE NO infondo SIAMO SOLO NOI,e questo è STUPENDO! E…comunque sia andata quella è stata UNA SPLENDIDA GIORNATA è la sua sarà sempre una VITA SPERICOLATA!!!!

..

Pubblicato: 22 maggio 2010 in Senza categoria
….eppure….avrei dovuto capirlo subito…che quella pioggia… quella mattina di quel martedì….stava lì a lavare tutto quello che c’era o non c’era stato…a cancellare, lasciare nell’oblio…ce lo diceva essa perchè noi non ne avevamo il coraggio ad ammetterlo….come neanche adesso….che tristezza….magari si pensa che il silenzio renda tutto meno amaro…e forse è vero….

 -perfect-S.P.
so che siamo come vecchi amici
non possiamo far finta
che due amanti si scusino
noi siamo ragioni cosi’ irreali
non possiamo evitarlo
ma sentiamo che qualcosa e’ andato perso
ma ti prego
lo sai che sei uguale a me
la prossima volta ti prometto che saremo
perfetti
perfetti
perfetti sconosciuti senza regole
amanti fuori dal tempo
ricordi dispersi
adesso so bene chi sei
ma ora mi chiedo chi ero io
angelo, sai che non e’ la fine
saremo sempre buoni amici
le lettere sono state spedite
per favore, eri sempre cosi’ libera
vedrai, ti prometto che saremo
perfetti
perfetti sconosciuti quando ci siamo incontrati
sconosciuti sulla strada

Goodbye For Now

Pubblicato: 22 maggio 2010 in Senza categoria
Riesco ancora a vedere la luce alla fine del tunnel
splende attraverso i tempi bui, anche
quando perdo la testa.
ma è come se nessuno al mondo stesse ascoltando,
e sembra che io non prenda nemmeno le giuste decisioni
cammino accompagnato dalla stessa foschia
sono ancora intrappolato nelle mie stesse strade
sto perdendo tempo in questi giorni strani
ma in qualche modo io saprò sempre
quali sono le cose giuste da dire.

non so che ore sono
o chi è la persona che devo incolpare per questo.
riesco a credere a quel che vedo?
e come fai a sapere da quale parte soffia il vento?
perchè io riesco a sentire tutto ciò

che mi circonda, sono perso nel suono
e proprio quando penso di saperlo, lei va via


addio per ora, addio per ora (così a lungo)
addio per ora, non sono il tipo
che dice "te l’avevo detto"
addio per ora (così a lungo)
penso che la parte più difficile del tenere duro
sia lasciare andare via tutto

quando canteremo una canzone nuova? una canzone nuova.

sto ancora sorridendo ai giorni che passano
e come mai nessuno sa mai i motivi?
li sotterrano in profondità
in modo che tu non riesca a vederli.
se ti piaccio, chi indossa
un cuore spezzato nella tua manica?
dolori e battaglie che tu conosci così bene
il tempo non racconterà nè l’uno nè l’altro
non sono il tipo che dice "te l’avevo detto"
penso che la parte più difficile del tenere duro
sia lasciare andare via tutto


non so che ore sono
o chi è la persona che devo incolpare per questo.
riesco a credere a quel che vedo?
e come fai a sapere da quale parte soffia il vento?

perchè io riesco a sentire tutto ciò
che mi circonda, sono perso nel suono
e proprio quando penso di saperlo, lei va via


addio per ora, addio per ora (così a lungo)
addio per ora, non sono il tipo
che dice "te l’avevo detto"
addio per ora (così a lungo)
penso che la parte più difficile del tenere duro
sia lasciare andare via tutto

quando canteremo una canzone nuova? una canzone nuova.
quando canteremo una canzone nuova? una canzone nuova.

e tu puoi cantare fino a che non ci sono più canzoni
e io posso urlare fino a che il mondo diventi sordo
per ogni parola non detta, tu avresti dovuto
prenderti il tempo per leggere i segni
e capire cosa significavano
in qualche modo tutti si sentono soli
quindi se il fardello è il mio
allora posso portare il peso da me

se la gioia arriva davvero durante il giorno
allora mi distenderò e aspetterò
il nuovo sorgere del sole.

addio per ora…

adesso è facile….

Pubblicato: 14 maggio 2010 in Senza categoria
….è facile parlare….dire e fare….
ma che cazzo ne potete sapere? vi è mai importato veramente degli altri? o comparite solo quando è il momento di mollare consigli e giudizi gratuiti? fatevi un esame di coscenza…. tutti sono bravi a  mettersi in mezzo e giudicare…arriva la commare di turno e improvvisamente si mette a chiedere, a consolare, a pretendere di sapere….quando in realtà non ha mai saputo un cazzo!!! beh sappiate che nessuno vuole la vostra opinione…anzi siete pregati di rimanere nell’ombra, fuori campo dove avete scelto di essere finora…fate più figura -visto tra l’altro che non siete proprio nella condizione di dire-.
chi deve sapere sa, ha saputo…se non lo ha capito o se non l’ha ancora accettato non sono problemi vostri.
detto questo mi sono sfogata…almeno qui…..FANCULO

.

Pubblicato: 11 maggio 2010 in Senza categoria
"Molte volte ho studiato la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non rappresenta la mia vita.
Perchè l’amore mi si offrì, ma mi ritrassi per non illudermi;
il dolore bussò alla mia porta, e ne ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significao nella vita.
Adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino, ovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre alla follia;
ma una vita senza senso è la tortura dell’inquietudine
e del vano desiderio; è una barca che anela nel mare,
ma ne ha paura."

E.L.M.

Pubblicato: 29 aprile 2010 in Senza categoria
……..400!    Sorpresa

marziani in Calabria.mov

Pubblicato: 9 aprile 2010 in Senza categoria

lacrime artificiali

Pubblicato: 26 marzo 2010 in Senza categoria
Piangere?…sì…..avrei bisogno di piangere….
mi farebbe bene…sto delirando?
No invece, me l’ha detto l’oculista.
Dovrò usare le lacrime artificiali…
…per un bel po’ di mesi…..
sarò apposto per un po’ di mesi….
è comodo trovarle in farmacia…
che bell’invenzione, non trovate?

 

lettera

Pubblicato: 13 marzo 2010 in Senza categoria
Chi sei?
Sei la simpatia, l’ironia, il bel parlare…il bel pensare direi!
Provo a scriverti, per mostrarti il corpo delle mie parole, e specchiarmi con arroganza, ancora una volta desiderabile e desiderante, nei tuoi pensieri, ugualmente che in una lastra di cristallo.
Ci provo, seppure a volte il verbo vaga addolorato alla ricerca dell’azione, incapace di esprimere lo spessore fisico dell’intenzione; per forbite che siano, le parole non hanno umore… odore… calore al pari dell’accadimento psicologico che le genera.
Che tristezza suscita questa impotenza.
In realtà il verbo non si farà mai carne, mai!
Sono amare le mie parole, ma tu non sentirai l’amarezza che io sento nella mia bocca; la parola amarezza non è amara.
Questa lettera, qualora dovessi decidermi a scriverti, sarà dolente, perchè le mie parole non riescono a strappare all’abbisso mentale tutto quanto vorrei dirti, le immagini, le geometrie, i colori che ti riguardano, che con te hanno preso forma e sostanza.
Ecco, gli scarti tra il mio pensiero e il tratto grafico che te lo porge (la parola scritta, parola della parola) mi allontanano inesorabilmente da quel luogo laico dell’inconscio che è l’indiretto, l’implicito, il guizzo che sfuge alla censura del codice linguistico.
Sono riuscita a commuoverti?
Dimentica quanto ho scritto, erano bugie.
Io credo molto nelle parole, hanno una forza eversiva che nessun gesto possiede; un potere demiurgico che pone in essere una realtà tutt’altro che insignificante.
Ho una spada in bocca, con la quale affronto il silenzio di Dio e lo trasformo in preghiera.
Chi può rinunciare alla voluttà di una parola?
Chi può sottrarsi al destino drammatico del discorso?
Sto decidendomi a scriverti. Potrei scegliere vieppiù parole memorabili, semanticamente irreprensibili, per imporre al tuo ascolto l’oscenità della mia presenza… è sempre indecente un atto di parola che turba la naturalezza del silenzio.
La mia lettera potrebbe non avere il crisma della liceità?
Chi può dirlo?
Avrebbe un senso, e questo basta.
Semmai, qualora non corrispondesse al tuo, potrei appellarmi a quel tal senso letterale (il buon senso suggerito dalla dialettica del desiderio, per cui i sensi si corrispondono per buona pace della comprensione, nel mare tempestoso dell’incomunicabilità) cui sempre si ricorre a motivo di una pacifica convivenza intellettiva.
Scrivendoti apparterrò per sempre all’ordine d’idee che le mie parole investiranno, eneluttabile destino, tradirò la mia antica indifferenza, e sempre tu potrai dirmi: hai detto!
Tuttavia non ti ho ancora scritto.
Forse volevo solo compiere l’atto di scriverti.
Forse questo voleva solo essere un gesto, un impiego fisico.
Se così fosse le mie parole non avrebbero più potere nè fine, non sarebbero più la forma di quella prepotenza che credevo esercitata sui sensi della stratificazione del significato: la procacità del mio pensiero.
Non so cosa fare, ti scrivo?
Se accettassi l’evidenza di un gesto, questa disattenzione intellettuale, potrei riconciliarmi con il mio aspetto ferino, e accettare, inconfessabile misfatto, la fisicità del mio vissuto, semplicemente.
Dovrei demandare ogni servigio al corpo, custode e martire del mio dire, lasciare che attraversi la parola, e vinca.
Ho deciso per un gesto.
La mia ferinità contro la tua.
Stacco una mano dalla croce, abiuro la mia fede parlante, e silente, forte e silente ti stringo a me, liberando ogni parte del mio corpo prigioniera dell’universo fonetico.
E in una sensualità, la più espansa, immemore e svogliata, lentissimamente, ogni gesto, in un ritmo estenuante, si appaga alla tua certa approvazione amorosa.
Non sarebbe lo stesso per la parola; l’irregolarità del ritmo le è nemica, spezza la continuità dell’ascolto.
Pur tuttavia ho un dubbio.
Il mio gesto, il mio corpo, e tutto ciò che da esso si genera in assenza di suono, è spesso imprescrutabile, non ha nome e non ne dà.
Questa incertezza m’inquieta, per quanto si nutra di tacita alleanza, come sempre succede nell’universo dei sensi.
Provo a scriverti.
Le mie parole mi rassicurano, con un aggettivo misuro il tuo proposito esistenziale, nella volontà di coglierne l’incidenza e i rimandi.
Le parole sono potenti; il senso non si disperde; si trasmuta la sostanza epidermica ingombrante in un messaggio fluido, in dialogo.
Con una parola si anticipa, si annuncia ed amplifica il godimento del possesso… gli sposi non si prendono forse con un "sì"?
E’ un prolungato e sofferto qualunque atto di perdita, e solo dopo, come per gli sposi, si è una sola carne, ci si conosce.
Ho deciso, ti scrivo.
Ti racconterò del mio smarrimento per l’offesa che mi arreca chiunque non riesca a conciliare la passione per i miei occhi con il rispetto per le mie domande, così delle favole che ho letto e che ancora mi racconto; di come, per esempio, Cenerentola infilava la scarpa, e questo bastava all’amore, non a me.
Ti scriverò dell’odore intenso e volgare del basilico della mia provincia, dei colori sprezzanti e delle forme irregolari di quanto mi circondò.
Ma come faccio a descriverti tutto questo? Dovresti vederlo!
Comunque, nel rispetto del senso totale, dovrei accompagnare le parole ad un gesto, una smorfia, o all’estremo del mio dolore comunicativo, dovrei aggiungere parole alle parole, ricorrere a metafore ardite, ad immagini, che in realtà sopravvivono senza parole, senza di noi!
No, non ti scrivo.
A causa dei nostri ricordi si separano le nostre conoscenze, le mie parole non sono lel tue, non c’intenderemmo!

Con un gesto invece, s’intersecano gli aloni termici, si valuta la potenzialità di calore dell’altro, se ne misura il grado di accettazione immediatamente, e ci si compiace dei segni della propria presenza che l’altro lascia fermentare su di sè.
Il mio bosogno maschio di possedere è il tuo, il mio sorriso, parimenti al pianto, è il tuo.
In un’eroica parabola disegnata dalle mie braccia posso prenderti, o per sempre allontanarti; con le mie gambe posso entrare nella tua casa e nella tua storia, o altrimenti contare i passi che mi separano dalla soglia, qui indugiarvi.
Ho cambiato opinione, non ti scrivo.
Forse però le tue mani nemiche vorranno provarmi la leggittimità della parola, non accettaranno questo gesto simbolico.
Non leggerai una lettera mai scritta.
Mi mortifica questo atto incompiuto: io che non scrivo, tu che non leggi, quasi che il tempo che questi fogli impiegheranno ad arrivare fino a te fosse il tempo dell’indifferenza, piuttosto che dell’attesa!
Soffro per questo, non voglio andarmene in un tempo indifferente, voglio essere ascoltata ugualmente che toccata.
Le mie mani vogliono congiungersi in un imperfetto atto di preghiera, ti scriverò.

-alice-

Pubblicato: 7 marzo 2010 in Senza categoria

Inciampando

Girando vorticolsamente


Sono sottoterra


Sono caduta


Si, sono caduta quaggiù


Sto impazzendo


Allora, dove sono ora?


Stravolta


E non ci posso far nulla

Non mi posso fermare
oooh Oooooh Oooohhh
Me la caverò

Io, io sopravviverò

Quando il mondo cadrà in pezzi

Quando cadrò e batterò la testa al marciapiede

Mi risolleverò

Non provate a fermarmi


Non piangerò

Ho trovato me stessa nel Paese delle Meraviglie

Mi sono rimessa in piedi


E’ reale?


E’ finzione?

Mi batterò fino alla fine

Me la caverò


Io, io sopravviverò

Quando il mondo cadrà in pezzi

Quando cadrò e batterò la testa al marciapiede

Mi risolleverò

Non provate a fermarmi


Non piangerò

Alice (Underground)

Pubblicato: 6 marzo 2010 in Senza categoria

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Pubblicato: 4 marzo 2010 in Senza categoria
“..e non credere di avere scelta, la scelta è solo un’illusione, lo sai bene, il tuo destino è già segnato ed il copione è sempre lo stesso: nasci, vivi e muori, perchè la vita è una malattia mortale e non ne esce vivo nessuno…”

Niccolò Fabi – Ostinatamente

Pubblicato: 19 febbraio 2010 in Senza categoria

 

grazie sabry ke mi hai fatto ascolltare sta canzone

YouTube – Niccolò Fabi – Ostinatamente
 

Ubriacatevi. (Charles Baudelaire)

Pubblicato: 22 gennaio 2010 in Senza categoria
Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: è l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull’erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all’onda, alla stella, all’uccello all’orologio,
a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme,
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta,
a tutto ciò che parla, domandate che ora è;
ed il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio vi risponderanno
"E’ l’ora di ubriacarsi !"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.

senza parole

Pubblicato: 16 gennaio 2010 in Senza categoria
Ho guardato dentro una bugia e ho capito che è una malattia dalla quale non si può guarire mai
e ho cercato di convincermi… che tu non ce l’hai…

E ho guardato dentro casa tua e ho capito che era una follia avere pensato che fossi soltanto mia
…e ho cercato di dimenticare… di non guardare…

E ho guardato la televisione e mi è venuta come l’impressione che mi stessero rubando il tempo
e che tu…. che tu mi rubi l’amore
ma poi ho camminato tanto e fuori c’era un gran rumore…che non ho più pensato a tutte queste cose…

E ho guardato dentro un’emozione e ci ho visto dentro tanto amore..che ho capito perché non si comanda al cuore…

E va bene così…senza parole… senza parole…

E guardando la televisione mi è venuta come l’impressione che mi stessero rubando il tempo
e che tu…che tu mi rubi l’amore
poi ho camminato tanto e fuori c’era un grande sole…che non ho più pensato a tutte queste cose…

venti di maestrale

Pubblicato: 15 gennaio 2010 in Senza categoria
…ho sentito bussare alla mia porta…sono i Venti… Venti di maestrale…che vogliono entrare…li sento che mi sussurrano di aprire…ma quanta fretta!…mancano ancora pochi giorni….(il 20 infatti) e so che non aspetteranno altro tempo e non sentiranno ragioni….chissà cosa mi porteranno?
porteranno buone novelle,buone speranze? sicuramente porteranno…. via un po’ di cose….bei ricordi, alcuni meno belli…saranno di sicuro Venti di cambiamenti interiori….ma, chi lo sa….ora mi sento come la Consoli…confusa e felice…forse più confusa…. :-$

….e intanto il tempo passa, corre, scappa, vola via (come tutto il resto)…. e non lascia alcuna opportunità di rimediare agli errori, di poter tornare indietro…è un nastro che va solo avanti….senza curarsi di te….ma gli sbagli in fondo aiutano a capire tante cose, anzi sono proprio questi che fanno ciò che siamo…allora spero di poter sbagliare ancora e ancora… cadere, capire e rialzarmi più forte di prima….
AVANTI, "VENTI"!!!!

"Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero, perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa,
a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quest’ età…."

3 CONSIGLI

Pubblicato: 7 gennaio 2010 in Senza categoria
Per prima cosa…non credere in me
ma impara ad ascoltare…

come seconda cosa…non credere in te stesso
alla tua mente condizionata che crede già di sapere tutto…
ma impara ad ascoltare…
e per finire…come terza cosa…non credere a nessuno
perchè ognuno vede il mondo dal proprio punto di vista….
e il mondo degli altri  non è detto che sia il mondo giusto per te…
 ma impara ad ascoltare…..

..

Pubblicato: 3 gennaio 2010 in Senza categoria
Che giorno sia non sai mentre vai, dove adesso non mi vedi
ovunque sei sarai dentro i miei sogni ormai
Muovo le ali di nuovo riprovando a non cadere da solo nel vuoto
per cominciare a diventare così com’é che avrei dovuto
solo se avessi comunque davvero voluto
tutte le cose che vedo così nuove che a volte nemmeno ci credo
ed ho paura che il calore di un raggio di sole che ho sopra la testa
sciolga le ali di cera o mi abbagli la vista
e ora non starmi a sentire tanto guarda ho anche paura di farti capire
sono bene o male solo soltanto parole, come gocce che non cambiano il livello del mare
non scende e non sale…ma sotto qualcosa si muove

e sono tutte quelle voci che tornano nuove e tornano più forti in un giorno come gli altri
Muovo le ali di nuovo verso un posto nuovo
muovo le ali di nuovo perchè cerco un posto nuovo
muovo le ali di nuovo verso un posto nuovo diverso
Dentro ai miei sogni ormai cosa c’é e cosa resta…
soltanto i mostri che ho dentro alla testa
non era oro quello che brillava…non era eterno quello che restava
non era amore neanche quello che mi amava
eppure mi sembrava la sola cosa sicura che avevo
ma mi sveglio lentamente..non può piovere per sempre
nessuno ti dice mai niente, infatti a me nessuno mi ha detto mai niente
e qual é veramente il problema? rimanere da soli o cambiare sistema?
e se una cosa importante vale meno di zero e una cazzata qualunque diventa un delirio
io spingo e vado avanti in questo giorno come tanti…
E allora tiro due righe sul conto e sono stanco di scappare da quello che ho intorno
ma ho bisogno di provare di nuovo da solo a capire se cado
come se avessi comunque davvero vissuto
muovo le ali di nuovo…verso un posto nuovo diverso